IL ‘SEMAFORO’ SULLE ETICHETTE NON SERVE, MA NON SARÀ PUNITO

La sperimentazione francese in una quarantina di negozi si conclude senza aver dato una risposta chiara. Intanto Bruxelles ferma la procedura di infrazione per la Gran Bretagna

Secondo l’Agenzia per la sicurezza alimentare francese (Anses) le etichette nutrizionali a ‘semaforo’, quelle francesi hanno cinque colori, non sembrano essere adattate a combattere problemi di salute pubblica come l’obesità, disturbi metabolici, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro. La sperimentazione era iniziata poco più di un anno fa ed alla sua conclusione l’Anses ha scritto che: “La capacità delle etichette nutrizionali di migliorare le scelte dei consumatori appare  incerta, e non si esclude la possibilità che la messa in atto di tali sistemi potrebbe portare a comportamenti del consumatore con effetti contraddittori”.

Altri studiosi transalpini però non sono drastici: il direttore della ricerca di nutrizione presso l’Università di Parigi, Serge Hercberg, ritiene che «L’Anses non conclude che i sistemi testati sono irrilevanti per questioni di salute pubblica, ma che non ci sia un livello sufficiente di prove in relazione a questi problemi di salute pubblica».

Nel frattempo la Commissione europea si appresterebbe a chiudere senza conseguenze la procedura di infrazione aperta nel 2014 contro l’etichettatura ‘a semaforo’ di prodotti alimentari in vigore in Gran Bretagna ritenendo che la nuova guida adottata dalle autorità inglesi nel novembre scorso per spiegare bene ai consumatori modalità e finalità dell’etichettatura ‘a semaforo’ sia sufficiente per risolvere il problema. Probabilmente la vera ‘soluzione’ è la Brexit ed una procedura di infrazione che non avrebbe mai trovato applicazione.

 

 

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