LE ALLERGIE ALIMENTARI SONO MENO DIFFUSE DI QUANTO NON SI CREDA

Una ricerca nell’area di Boston ha dimostrato che meno una persona su 25 manifesta i sintomi caratteristici delle allergie e delle intolleranze alimentari. Anche tra i bambini 

 

I ricercatori della Harvard Medical School hanno analizzato i dati sanitari di 2,7 milioni di adulti individuando solamente 97mila casi di persone che si erano presentate in ospedale o erano andati dal medico per reazioni quali  orticaria, vomito, difficoltà respiratorie, starnuti, fino allo shock anafilattico. Il dato corrisponde ad un 3,6% che è di molto inferiore alle stime fatte in precedenza che potevano arrivare fino all’8%.

La scienza fa una distinzione precisa tra allergie e intolleranze alimentari: nelle prime entra in gioco il sistema immunitario, nelle seconde c’è una carenza dell’enzima che fa digerire un certo alimento oppure da una reazione ad alcuni cibi ricchi di sostanze come l’istamina, presente nel vino, nella birra, nel cioccolato, nel tonno, o la tiramina, contenuta in molti formaggi stagionati.

La frequenza nella popolazione di allergie alimentari varia inoltre molto da un Paese all’altro: in Europa, nocciola e mela sono i due cibi che portano più frequentemente gli abitanti a rivolgersi all’ospedale. Un allergene “emergente” è costituito dai semi di girasole, mentre in Svizzera è diffusa l’allergia al sedano rapa.

 

Chi dovesse aver avuto problemi con la nocciola, allergia che è meno diffusa in Italia rispetto al resto d’Europa, non creda comunque di dover rinunciare a tutti i frutti a guscio perché non è detto che automaticamente le cose siano così gravi. L’unico consiglio è, prima di arrendersi, quello di fare specifiche prove sotto la supervisione del medico.

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