LE RAGIONI DELL’EUROPA (E QUEL CHE IL MINISTRO NON HA DETTO)

Le ragioni dell’Europa (e quel che il Ministro non ha detto)

 

Sulla questione delle etichette obbligatorie per il riso e la pasta le cose non stanno proprio come dichiarato una settimana fa e l’applicazione del provvedimento è a rischio

 

Alle rimostranze della Ue sul decreto interministeriale che impone l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine delle materie prime utilizzate per il riso e la pasta, il portavoce del Ministro Maurizio Martina aveva replicato che tutte le comunicazioni previste dai regolamenti europei erano state inoltrate per il parere europeo. Come abbiamo anche noi riportato la scorsa settimana una prima bozza del decreto era stata inviata nel dicembre 2016, un’altra in aprile 2017, mentre il testo definitivo era stato inoltrato l’11 maggio 2017.

Ora emerge però quel che il Ministero non ha detto: cioè che il 25 luglio 2017 le autorità italiane decisero di ritirare la richiesta! E il giorno dopo i due Ministri hanno firmato il decreto legge, sostanzialmente identico a quello notificato il 12 maggio alla Commissione europea!

Una vera “furbata”, in sostanza: ben sapendo che il decreto non piaceva all’Europa, si è voluta evitare una bocciatura ufficiale. Ma si sa che questi comportamenti non piacciano alle autorità europee: l’Italia è ora a rischio di una, molto probabile, procedura d’infrazione contro la quale non ci sono speranze di uscire vittoriosi.

 

Altrettanto certo è che l’organizzazione dei pastai, che si sono ampiamente espressi contro questo obbligo di indicazione dell’origine della materia prima utilizzata, o anche solo una delle aziende del settore chiedano una sospensione del decreto davanti al Tar del Lazio, per gli evidenti profili di incompatibilità con il diritto comunitario. Con buona pace degli unici beffati, i consumatori! 

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