SULLE NOSTRE TAVOLE IL CIBO CONTINUA A PARLAR STRANIERO

Anche se la nostra bilancia dei pagamenti è in miglioramento, rimane ancora negativo il saldo tra import ed export per l’agroalimentare italiano a meno 4,5 miliardi di euro

Lo abbiamo scritto molte volte: l’export del Made in Italy è in costante aumento ed è arrivato  38,4 miliardi di euro nel 2016 con un aumento del+4% sul 2015. Ma le importazioni restano stabili e sfiorano i 43 miliardi l’anno. Per cui il nostro deficit è in diminuzione, ma ancora decisamente sensibile.

Che cosa importiamo dall’estero? Il saldo negativo peggiore è quello del comparto ittico (-4,8 miliardi di euro), seguito da colture industriali (-3 miliardi), animali e carni (-2,9), oli e grassi (-1,5) e latte e derivati (-506 milioni di euro). Non bastano allora l’aumento delle esportazioni di vino  (5,3 miliardi di euro), ortaggi (1,3), cereali (1,2) e frutta (953 milioni di euro) a compensare la nostra dipendenza dall’estero per l’alimentazione di tutti i giorni.

Alcuni dati devono poi far riflettere:

·         malgrado tutti i nostri chilometri di costa, importiamo quasi 5 miliardi di pesce;

·         esportiamo nel mondo formaggi duri e olio extravergine ma paghiamo complessivamente oltre 2 miliardi per importare latte e oli;

·         mangiamo carne che viene dall’estero e vediamo crescere del +4,7% l’export di preparazioni e conserve suine.

 

Se poi dovessero prendere piede le politiche protezionistiche negli USA e in Gran Bretagna, che oggi occupano il terzo e quarto posto nella classifica delle nostre esportazioni, la ‘bolletta’ alimentare italiana potrebbe davvero diventare un macigno per la bilancia dei pagamenti. 

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